Il punto di incontro per chi si interfaccia  quotidianamente con il diritto del lavoro
ISSN 3103-5558
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Stabilizzazione dei rapporti non genuini

autore: 
Redazione
Marzo 6, 2025

Art 54 D.lgs. 81/2015: uno strumento affascinante per stabilizzazare rapporti di lavoro non genuini

La distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo rappresenta una tematica cruciale nel diritto del lavoro, spesso al centro di contenziosi e verifiche ispettive.

Il lavoratore autonomo opera senza vincolo di subordinazione, il collaboratore coordinato e continuativo si caratterizza per continuità, coordinamento con il datore di lavoro e prevalenza del suo lavoro personale, mentre il lavoratore subordinato è colui che realizza la prestazione lavorativa in ragione delle direttive ricevute da parte dell'imprenditore.

Nella prassi, tuttavia, si riscontrano numerosi rapporti di lavoro autonomo o parasubordinato che mascherano, di fatto, un contratto di lavoro subordinato. Elementi come la mono-committenza, il rispetto di orari imposti e l’inserimento stabile nell’organizzazione aziendale sono indicatori chiave per individuare rapporti di lavoro non genuini. Questa errata qualificazione comporta conseguenze rilevanti, con possibili accertamenti e sanzioni per il datore di lavoro, che si trova a dover sanare differenze retributive e contributive di importanti entità.

Per contrastare tali irregolarità, lart. 54 del D.lgs. 81/2015 offre un’interessante soluzione: se il datore di lavoro assume a tempo indeterminato un collaboratore o un titolare di partita IVA con cui ha avuto un precedente rapporto autonomo, si estinguono le violazioni amministrative, fiscali e contributive, purché la regolarizzazione avvenga prima di un’ispezione e sia accompagnata da un atto di conciliazione nelle sedi protette. Inoltre, il datore di lavoro si impegna a mantenere l’assunzione per almeno 12 mesi.

Questo meccanismo, ancora poco sfruttato, rappresenta un’opportunità per stabilizzare i rapporti lavorativi e promuovere la legalità nel mercato del lavoro. La sua diffusione potrebbe favorire un equilibrio tra flessibilità imprenditoriale e tutela dei lavoratori, incentivando l’emersione di rapporti subordinati correttamente qualificati.

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