Sommario: 1. Il dovere di obbedienza del lavoratore 2. La contestazione disciplinare 3. Le sanzioni disciplinari: quali sono? 1. […]

Sommario: 1. Il caso: l'indagine della Guardia di Finanza 2. Il Garante della privacy ribadisce l'obbligo di fornire un'adeguata informativa
Un'azienda di autotrasporto è stata multata dal Garante per la protezione dei dati personali per aver controllato in modo illecito circa 50 dipendenti tramite un sistema GPS installato sui veicoli aziendali.
L'indagine, avviata a seguito di un reclamo di un ex dipendente e condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha rivelato che il sistema tracciava continuamente la posizione, la velocità, il chilometraggio e lo stato dei veicoli senza rispettare la normativa sulla privacy. Le violazioni riguardavano, in particolare, la mancanza di un'adeguata informativa ai lavoratori, l'identificabilità diretta dei conducenti e la conservazione dei dati per oltre cinque mesi, in contrasto con il principio di minimizzazione stabilito dal GDPR. Inoltre, il monitoraggio effettuato non rispettava le garanzie previste dall'Ispettorato del Lavoro, il quale aveva autorizzato la geolocalizzazione solo in forma anonima e limitata a esigenze di sicurezza e organizzazione aziendale.
Di fronte a queste gravi irregolarità, il Garante ha imposto all’azienda una sanzione di 50mila euro e l’obbligo di adeguarsi alla normativa, fornendo un’informativa chiara ai dipendenti e limitando il trattamento dei dati ai soli scopi consentiti. Il caso evidenzia ancora una volta l’importanza del bilanciamento tra le esigenze aziendali e la tutela della privacy dei lavoratori.
Il Garante ha ribadito che: "la geolocalizzazione può essere utilizzata solo nel rispetto delle norme vigenti, evitando il monitoraggio continuo e garantendo l'anonimizzazione dei dati, la possibilità di disattivazione del sistema durante le pause e tempi di conservazione adeguati".