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Fringe Benefits: risposte alle principali FAQ

autore: 
Redazione
Novembre 29, 2024

Fringe Benefits, le principali FAQ

1. Che cosa sono i Fringe Benefits?

I fringe benefits sono compensi in natura, ossia beni o servizi (non denaro), che l’azienda offre al lavoratore come integrazione alla normale retribuzione. La loro concessione è generalmente discrezionale e dipende dalla politica aziendale, salvo nei casi in cui il CCNL applicato preveda l’obbligatorietà.

2. Normativa in materia

I Fringe Benefits sono regolamentati dall'articolo 51 del DPR 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi)

3. Quali sono i principali Fringe Benefits?

Gli esempi più comuni sono: il computer portatile, il tablet, il telefono cellulare, l'alloggio, l'automobile aziendale in uso promiscuo, i buoni pasto, il carburante, le gift card, contributi per enti o casse di assistenza sanitaria, finanziamenti alla previdenza complementare, polizze assicurative, affitto della prima casa, bolletta della luce, ecc.

4. Come vengono concessi al dipendente?

I beni e/o servizi riconosciuti dal datore di lavoro ai lavoratori sono principalmente di due tipi: beni prodotti dall'azienda (il valore del Fringe Benefit da considerare è quello medio di vendita del bene al grossista); beni o servizi acquistati da un fornitore esterno (il valore del Benefit è pari al costo d'acquisto del Voucher).

5. I Fringe Benefits sono esenti da imposte e contributi?

I fringe benefits, essendo compensi in natura, fanno parte della retribuzione e sono generalmente soggetti a IRPEF e contribuzione INPS, in quanto concorrono alla formazione del reddito da lavoro. Tuttavia, l'articolo 51 del TUIR prevede un’esenzione: se il loro valore complessivo non supera i 258,23 euro annui, non sono soggetti né a imposte né a contributi. Fino al 31 dicembre 2024, questa soglia è stata temporaneamente innalzata a 1000 euro per i lavoratori senza figli a carico e a 2000 euro per quelli con figli a carico. Oltre tali limiti, l’intero importo del fringe benefit diventa imponibile!

6. Quali sono gli adempimenti in capo al lavoratore?

Per ottenere l’esenzione fino a 2000 euro sui fringe benefits prevista per i lavoratori con figli a carico nel 2024, il dipendente deve fornire al datore di lavoro un’autocertificazione in cui dichiara di avere figli a carico. Questa dichiarazione è necessaria affinché il datore possa applicare correttamente la soglia di esenzione prevista dalla normativa.

7. L'auto aziendale a uso promiscuo rientra nella valutazione dei 2000 euro (lavoratore con figli a carico) previsti per il 2024?

Nel limite dei 2000 euro previsto dall'articolo 40 del Decreto Lavoro n. 48/2023 rientrano tutti i beni e servizi concessi al dipendente a titolo di fringe benefit. Questo include anche il valore attribuito all'auto aziendale ad uso promiscuo, oltre ad altri benefits eventualmente corrisposti. Il superamento di tale soglia comporta l’imponibilità dell’intero importo ricevuto!

8. Può essere concesso un Fringe Benefit ad un lavoratore in Smart Working?

Sì, anche i lavoratori in smart working possono beneficiare dei fringe benefits riconosciuti dal datore di lavoro, alle stesse condizioni previste per gli altri lavoratori. La modalità di lavoro non influisce sulla possibilità di accedere a questi benefici, che restano soggetti alle soglie di esenzione stabilite dalla normativa vigente.

9. I Fringe Benefits devono essere inseriti in busta paga?

Sì, i fringe benefits sono considerati “compensi in natura” e, di conseguenza, vengono riportati ogni mese nella busta paga del dipendente. Il loro valore deve essere formalmente indicato nel cedolino.

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