Il punto di incontro per chi si interfaccia  quotidianamente con il diritto del lavoro
ISSN 3103-5558
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Anticipazione indebita di quote di TFR

autore: 
Redazione
Aprile 23, 2025

Sommario: 1. Anticipo mensile del TFR: pratica illegittima fuori dai limiti di legge 2. I controlli ispettivi e gli obblighi di accantonamento: il ruolo dell'INL

1. Anticipo mensile del TFR: pratica illegittima fuori dai limiti di legge

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), rispondendo a un quesito dell’Ispettorato di Milano, ha chiarito che l’anticipo mensile del TFR in busta paga, al di fuori del regime sperimentale previsto dalla Legge n. 190/2014 (attivo dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018), non è legittimo. Secondo l’art. 2120 del Codice Civile, l’anticipazione del TFR è ammessa solo in casi specifici. L’erogazione mensile automatica del TFR, in assenza di tali casistiche, costituisce una maggiorazione della retribuzione ordinaria, con obbligo di contribuzione. Inoltre, tale prassi contrasta con la finalità dell’istituto, che è quella di garantire al lavoratore un sostegno economico al termine del rapporto di lavoro.

2. I controlli ispettivi e gli obblighi di accantonamento: il ruolo dell’INL

Dal 1° gennaio 2007, i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti sono tenuti a versare il TFR maturato al Fondo Tesoreria INPS, che ha natura previdenziale e sottostà a un regime di indisponibilità, salvo le eccezioni previste dalla legge. L’INL, con la Nota n. 616 del 3 aprile 2025, ha quindi ribadito che, in presenza di anticipazioni indebite, il personale ispettivo dovrà intimare al datore di lavoro il ripristino dell’accantonamento tramite l’adozione del provvedimento di disposizione di cui all’art. 14 del D.Lgs. n. 124/2004. 

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