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Sommario: 1. Nuovo obbligo assicurativo per le imprese 2. Caratteristiche della copertura assicurativa 3. Implicazioni per le imprese e il mercato assicurativo
A partire dal 31 marzo 2025, tutte le imprese con sede in Italia, nonché quelle estere con una stabile organizzazione nel Paese, dovranno stipulare una polizza assicurativa per coprire i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali.
L'obbligo, introdotto dalla Legge 213/2023, riguarda specificamente l'assicurazione dei beni iscritti in bilancio nelle immobilizzazioni materiali dell’attivo patrimoniale, quali:
Restano escluse dall'obbligo le imprese agricole, mentre per tutte le altre la mancata sottoscrizione della polizza potrà incidere sulla possibilità di accedere a finanziamenti e contributi pubblici in caso di calamità.
Il Decreto n. 18 del 30 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha definito le modalità operative dell’obbligo assicurativo. La copertura dovrà includere eventi come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni, escludendo invece gli incendi, a meno che non siano diretta conseguenza di un evento catastrofale.
Le polizze potranno prevedere una franchigia fino al 15% del danno e massimali di indennizzo differenziati in base al valore dei beni assicurati. Per importi fino a 30 milioni di euro, il rimborso minimo garantito sarà del 70% del danno subito, mentre per valori superiori sarà lasciato alla negoziazione tra le parti.
L'introduzione dell'obbligo sposta la responsabilità del risarcimento dei danni da eventi calamitosi dallo Stato alle compagnie assicurative, con un impatto significativo sui bilanci aziendali. Sebbene la normativa miri a garantire maggiore stabilità finanziaria alle imprese colpite da eventi catastrofali, resta da valutare l’effetto di queste nuove spese obbligatorie, soprattutto per le piccole e medie imprese. Allo stesso tempo, le compagnie assicurative dovranno gestire il rischio in modo sostenibile, trovando un equilibrio tra premi richiesti e copertura offerta.