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ISSN 3103-5558
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Moduli busta paga: come compilarli

autore: 
Redazione
Marzo 27, 2026

Moduli Assunzione: come non dover restituire soldi

Hai appena firmato un nuovo contratto? Congratulazioni! Insieme alla lettera di assunzione, ti avranno consegnato un plico di moduli da compilare. Attenzione: non sono semplici formalità. Una "crocetta" nel posto sbagliato può costarti centinaia di euro di debito quando farai il 730.

Ecco la guida semplice di JusLavoro per compilare i moduli senza rischi.

1. Trattamento integrativo (ex bonus Renzi): prenderlo o no?

Il famoso "bonus da 100 euro" spetta se il tuo reddito è compreso tra gli 8.500€ e i 15.000€ (oltre i 15.000€ spetta solo a certe condizioni legate alle detrazioni).

Hai tre strade:

  • Mensile (in busta paga): ottima scelta se sei sicuro che il tuo reddito resterà basso. Ti ritrovi 100€ in più ogni mese.
  • A Conguaglio (a dicembre): chiedi all'azienda di riconoscertelo, se spettante, nell'ultima busta paga dell'anno. È la scelta più sicura se temi di superare le soglie di reddito.
  • In Dichiarazione (con il 730): chiedi di NON averlo in busta paga. Lo recupererai l'anno successivo come credito d'imposta, se spettante. È la scelta migliore per chi ha più contratti nell'anno o ha redditi variabili.

Il rischio: se lo prendi ogni mese e a dicembre in sede di conguaglio superi la soglia di reddito, sarai chiamato a restituirlo integralmente!

2. Detrazioni per carichi di famiglia

Se hai un coniuge che non lavora o familiari a carico (non i figli sotto i 21 anni, per quelli c'è l'Assegno Unico), devi dichiararlo. Queste detrazioni abbassano l'IRPEF che paghi ogni mese. Il consiglio è il seguente: se il tuo coniuge o il tuo familiare a carico inizia a lavorare durante l'anno, comunica subito all'azienda di togliere la detrazione, altrimenti dovrai restituirla quando farai la dichiarazione dei redditi.

3. Scelta del TFR: meglio in azienda o al fondo?

Hai 6 mesi per decidere.

  • In azienda: il TFR viene accantonato e ti verrà dato quando lascerai il lavoro. È una scelta conservativa.
  • Al fondo pensione: i tuoi soldi vengono investiti e il datore di lavoro è chiamato a versare sulla tua posizione previdenziale un contributo integrativo. Hai vantaggi fiscali sui contributi che destini al fondo (deducibilità fino a 5.300€) e una tassazione agevolata sulla liquidazione finale.

4. L'indennità aggiuntiva (fino a 20.000 euro)

  • Come funziona: è una misura riconosciuta direttamente in busta paga ai lavoratori con un reddito annuo che non supera i 20.000 euro. Il calcolo avviene in percentuale in base alla tua fascia di guadagno: ti spetta il 7,1% se il tuo reddito arriva fino a 8.500 euro, scende al 5,3% per la fascia compresa tra gli 8.500 e i 15.000 euro, e si assesta al 4,8% se rientri tra i 15.000 e i 20.000 euro.
  • Cosa controllare: le percentuali cambiano al variare dello scaglione. Se il tuo reddito oscilla a cavallo tra due fasce, l'importo effettivo del bonus subirà un ricalcolo in base al totale annuo effettivo.

5. Ulteriore detrazione: il "paracadute" per i redditi medi

  • Come funziona: Se il tuo reddito supera i 20.000 euro, entra in gioco questa misura che si applica fino alla soglia dei 40.000 euro. Consiste in un abbattimento fisso di 1.000 euro annui per i redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro. Oltre i 32.000 euro, questa detrazione si riduce progressivamente man mano che il reddito sale, fino ad azzerarsi del tutto al raggiungimento dei 40.000 euro.
  • Cosa controllare: Anche qui, il rischio principale è il conguaglio. Se hai altri redditi (affitti, cedolari, o un vecchio lavoro) che fanno balzare il tuo totale sopra i 40.000 euro, la detrazione si azzera.
  • Il consiglio: Se prevedi di sforare la soglia dei 40.000 euro, puoi chiedere al datore di lavoro di non applicarla. Se spettante la recupererai senza alcun rischio a conguaglio oppure l'anno successivo facendo il 730.

5. Il segreto per un 730 senza sorprese

Se inizi a lavorare a metà anno, o se hai avuto un altro lavoro prima di questo, comunica sempre al nuovo datore di lavoro i tuoi redditi precedenti (consegnando la CU provvisoria). Se non lo fai, ogni azienda applicherà le tasse come se fosse l'unico reddito, e a giugno dell'anno dopo ti ritroverai con un "conguaglio a debito" molto salato.

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