Deducibilità compenso amministratore

Sommario: 1. Deducibilità e pagamento effettivo del compenso 2. Tipologie di amministratori e principi applicati 3. Implicazioni contabili e fiscali

Nel principio di competenza il momento rilevante è quello in cui si verificano i presupposti, di fatto e di diritto, da cui traggono origine i componenti positivi e negativi di reddito acquisiti nel patrimonio dell’impresa, a prescindere dal momento della percezione o del pagamento (art. 109 Tuir). Tuttavia, per alcune voci reddituali, per motivi di semplicità applicativa o cautela fiscale, si adotta il criterio di cassa. Un esempio tipico sono i compensi spettanti agli amministratori (art. 95, comma 5 Tuir).

1. Deducibilità e pagamento effettivo del compenso

  • Per dedurre fiscalmente il compenso dell'amministratore, il pagamento deve avvenire materialmente entro l'anno di riferimento.
  • Eccezione: i contributi previdenziali associati sono deducibili secondo il principio di competenza.

2. Tipologie di amministratori e principi applicati

  • Amministratore con reddito assimilato al lavoro dipendente: applicazione del principio di cassa allargato (i compensi erogati nel 2024 sono deducibili se pagati entro il 12 gennaio 2025).
  • Amministratore con Partita IVA: applicazione del principio di cassa stretto (i compensi pagati nel 2025 sono deducibili solo nell’anno fiscale 2025).

3. Implicazioni contabili e fiscali

  • Se un compenso registrato nel bilancio 2024 viene pagato nel 2025, si rende necessaria una variazione in aumento nel modello Unico 2025.
  • Tale variazione comporta la rilevazione della fiscalità differita per armonizzare contabilità e fiscalità.

Pronunce di gennaio 2025 Cassazione Sez. Lavoro

Ord. n. 170 - 07/01/2025  I.N.P.S.

Viene considerata discriminazione indiretta l'applicazione al disabile dello stesso periodo di comporto di chi non è disabile.

 

Ord. n. 172 - 07/01/2025  Licenziamento

La trasmissione di un certificato di malattia falso legittima il licenziamento per giusta causa del dipendente.

 

Ord. n. 460 - 09/01/2025  Licenziamento

Il licenziamento del lavoratore, anche nel contesto di una riorganizzazione aziendale, è considerato illegittimo se motivato da ragioni discriminatorie.

 

Ord. n. 463 - 09/01/2025  I.N.P.S.

Fino a quando dura l'indennità di malattia Inail (per malattia di origine professionale) non può essere considerato superato il periodo di comporto.

 

Ord. n. 1321 - 20/01/2025  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del lavoratore con mansioni di sorveglianza, custodia e controllo, che viene trovato a 1 km di distanza rispetto al luogo di lavoro in orario di lavoro.

 

Ord. n. 1376 - 20/01/2025  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del lavoratore che durante una lite minaccia i suoi diretti superiori.

 

Ord. n. 1998 - 28/01/2025  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del dirigente che per colpa non redige correttamente le scritture contabili.

 

Ord. n. 2066 - 29/01/2025  Sanzione disciplinare

Nel caso in cui il lavoratore abbia espressamente richiesto l'audizione, il datore di lavoro non può comminare una sanzione disciplinare senza averlo sentito.

 

Ord. n. 2157 - 30/01/2025  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del lavoratore che in permesso ex legge 104/1992 viene trovato a correre.


 

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Decontribuzione lavoratrici madri 2025

Sommario: 1. Beneficiarie 2. Spettanza 3. Requisiti per l'accesso 4. Percentuale di esonero 5. Esclusioni

La Legge di Bilancio 2025 conferma ed estende diverse misure introdotte dalla Legge 213/2023, con validità limitata agli anni 2025 e 2026.

1. Beneficarie

Beneficio confermato per le lavoratrici madri di due o più figli, per gli anni 2025 e 2026. A partire dall'anno 2027 saranno invece richiesti tre o più figli.

2. Spettanza 

3. Requisiti per l’accesso

4. Percentuale di esonero

5. Esclusioni 

Per gli anni 2025 e 2026, la misura non è cumulabile con l’esonero del 100% previsto dall’art. 1, comma 180 della Legge 213/2023 (dedicato alle lavoratrici madri di almeno tre figli, di cui il minore con meno di 18 anni).

Il nuovo patto di prova nei contratti a termine

Il nuovo patto di prova nei contratti a termine

Il Collegato Lavoro introduce, a partire dal 12 gennaio 2025, importani novità all'istituto del patto di prova nei contratti a termine.

Nuova patto di prova nei contratti a termine

Principali aspetti applicativi

Note dolenti della nuova disciplina

Legge di Bilancio 2025: novità principali

Legge di Bilancio 2025: 5 novità

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 305, Supplemento Ordinario n. 43 del 31 dicembre 2024, è stata pubblicata la legge n. 207 del 30 dicembre 2024, intitolata “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027”.

Ecco le novità più rilevanti:

Irpef a 3 aliquote

La legge di bilancio 2025 prevede di rendere strutturale la riduzione da quattro a tre aliquote IRPEF:

Abolizione del cuneo previdenziale ed entrata in vigore del cuneo fiscale

Dal 01/01/2025 viene abolito l'esonero I.V.S. del 6/7% per i redditi fino a 35 mila euro ed entra in vigore una nuova combinazione di indennità esenti e di detrazioni di imposta:

Congedi parentali

Per l’intero anno 2025, l’indennità pari all’80% della retribuzione per i congedi parentali è estesa di ulteriori due mesi oltre al primo mese già previsto, purché:

NASpI

Dal 01/01/2025 entrano in vigore nuovi requisiti contributivi per ottenere l'indennità NASpI:

Nuove tabelle ACI 2025 in Gazzetta

Le tabelle nazionali dei costi chilometrici di esercizio per autovetture e motocicli, predisposte dall’Automobile Club d’Italia (ACI), sono state rese ufficialmente disponibili con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2024.

Questi valori, che sono entrati in vigore a partire dal 1° gennaio 2025 e saranno validi per tutto l’anno, costituiscono un riferimento essenziale per il calcolo della tassazione relativa al reddito in natura derivante dall'assegnazione delle autovetture aziendali ai dipendenti. 

Tali valori vengono inoltre impiegati per il calcolo del rimborso chilometrico dovuto al dipendente che utilizza la propria auto privata per esigenze connesse all’attività professionale.

Con la nuova legge cambia la percentuale usata per il calcolo dell’importo del fringe benefit da tassare, che prima variava a seconda delle emissioni di CO2 del veicolo e adesso si basa solo ed esclusivamente sulla tipologia di alimentazione.

Le percentuali ora vigenti sono queste:

  • Auto elettriche: 10%
  • Auto plug-in hybrid: 20%
  • Tutte le altre alimentazioni: 50%.

TFR: imposta sostitutiva sulle rivalutazioni

Sommario: 1. Variazione annuale del Fondo TFR 2. Imposta sostitutiva: aliquota e scadenze 3. Calcolo dell'acconto 4. Calcolo del saldo

1. Variazione annuale del Fondo TFR

Il Fondo TFR è annualmente incrementato da due quote:

  1. Quota capitale: si ottiene dividendo la retribuzione utile ai fini TFR, percepita durante l'anno, per 13,5.
  2. Quota finanziaria: è la rivalutazione del Fondo TFR già accantonato al 31.12 dell'anno precedente. Questa rivalutazione si calcola moltiplicando l'importo del Fondo TFR al 31.12 dell'anno precedente per l'indice di rivalutazione del mese di dicembre dell'anno di riferimento (o del mese di cessazione del rapporto, se avviene prima).

Nota importante: la rivalutazione non si applica alla quota TFR maturata durante l'anno corrente.

2. Imposta sostitutiva: aliquota e scadenze

  • Aliquota: imposta sostitutiva all'IRPEF pari al 17%, da calcolarsi sulla rivalutazione.
  • Scadenze di pagamento:
    • 16 dicembre: acconto, con codice tributo 1712
    • 16 febbraio: saldo, con codice tributo 1713

L'imposta sostitutiva va ad abbassare il Fondo TFR del dipendente.

3. Calcolo dell'acconto

L'acconto dell'imposta sostitutiva è quantificato utilizzando alternativamente:

METODO STORICO

(Fondo TFR al 31/12/2023 x indice ISTAT 12/2023)

+

(Rivalutazione TFR erogati 2023)

x

90%

x

17%

=

Imposta sostitutiva in acconto 2024

METODO PREVISIONALE

(Fondo TFR al 31/12/2023 dei dipendenti in forza al 30/11/2024 x indice ISTAT 12/2023)

×

90%

×

17%;

+

(Imposta trattenuta su rivalutazioni cessati tra 01/01/2024 e 30/11/2024)

×

90%

=

Imposta sostitutiva in acconto 2024

 


4. Calcolo del saldo

Per calcolare il saldo, è necessario attendere l'indice ISTAT definitivo del 2024, che sarà disponibile a gennaio 2025. La formula per il calcolo del saldo è la seguente:

METODO STORICO

(Fondo TFR al 31/12/2023 x indice ISTAT 12/2024)

+

(Rivalutazione TFR erogati 2024)

x

17%

-

Acconto versato

=

Imposta sostitutiva a saldo 2024

METODO PREVISIONALE

(Fondo TFR al 31/12/2023  x indice ISTAT 12/2024)

+

(Rivalutazioni dei TFR erogati 2024)

×

17%

-

Acconto versato

=

Imposta sostitutiva a saldo 2024

 


 

INAIL: riduzione premi e contributi 2025

L’INAIL ha pubblicato la Circolare n. 46 del 23 dicembre 2024, con cui fornisce chiarimenti sull’applicazione della riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali, introdotta dall’art. 1, comma 128, della Legge n. 147/2013.

Per il 2025, la riduzione è stata stabilita nella misura del 14,80% e riguarda esclusivamente:

  1. I premi speciali relativi alla copertura contro malattie e lesioni provocate dall’esposizione a sostanze radioattive e raggi X.
  2. I contributi assicurativi agricoli riscossi in modo unificato da parte dell'Istituto previdenziale (INPS).

La decorrenza, ai fini dell'applicazione della riduzione per l'anno 2025, è determinata in base alla data di avvio delle attività:

Permessi retribuiti e non: quali sono

Sommario: 1. Permessi studio 2. Congedo per la formazione 3. Permessi elettorali 4. Permessi lutto 5. Permessi lavoratrice gestante 6. Congedo matrimoniale 7. Permessi per donatori di sangue 8. Congedo per disabilità e per assistenza del disabile 9. Congedo straordinario di due anni non retribuito 10. Congedo straordinario di due anni retribuito 11. Aspettativa per le funzioni pubbliche elettive 12. Permessi "allattamento" (indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti)

La legge riconosce il diritto ai lavoratori di usufruire di permessi retribuiti e non retribuiti, che rappresentano un importante strumento per bilanciare le esigenze personali con quelle professionali.

Vediamo nel dettaglio quali tipi di permessi sono previsti, quali sono i vincoli per la loro richiesta e la loro durata massima.

1. Permessi studio 

Riferimento normativo: Legge 300/1970, art. 10, co. 2 e 3 e CCNL del commercio.

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte del datore di lavoro Concessi nel limite massimo del 3% del personale in servizio all'inizio di ogni anno 150 ore all'anno che diventano 250 se il lavoratore è iscritto alla scuola dell'obbligo

Quando vengono riconosciuti: per la partecipazione a corsi destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico e per sostenere i relativi esami.

2. Congedo per la formazione

Riferimento normativo: Legge 53/2000, art. 5

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
No 5 anni di servizio presso la stessa azienda e preavviso di almeno 30 giorni 11 mesi nell'arco dell'intera vita lavorativa

Quando viene riconosciuto: per il completamento della scuola dell'obbligo oppure per il conseguimento del titolo di studio di secondo grado, diploma universitario, diploma di laurea o alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro. 

3. Permessi elettorali

Riferimento normativo: D.P.R. 36/1957, art. 119

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte del datore di lavoro Presidente; scrutatore; segretario; rappresentante di lista di gruppo o di partito No vincoli

Quando vengono riconosciuti: durante le consultazioni elettorali, il lavoratore che svolge funzioni specifiche presso il collegio elettorale ha il diritto di assentarsi dal lavoro per l'intera durata delle operazioni di voto e dello spoglio delle schede.

4. Permessi lutto

Riferimento normativo: Legge 53/2000, art. 4

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte del datore di lavoro Entro 7 giorni dall'insorgenza del diritto 3 giorni all'anno

Quando vengono riconosciuti: in caso di decesso o grave infermità del coniuge, del parente entro il 2° grado o del convivente.

5. Permessi lavoratrice gestante

Riferimento normativo: D.lgs. 151/2001, art. 14

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte del datore di lavoro Presentazione di apposita certificazione attestante l'esame (da eseguirsi durante l'orario di lavoro) No vincoli

Quando vengono riconosciuti: in caso di esami prenatali, accertamento clinici e visite mediche specialisti della lavoratrice gestante.

6. Congedo matrimoniale

Riferimento normativo: R.D.L. 1334/1937

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte del datore di lavoro per gli impiegati.

Sì da parte dell'INPS per gli operai (assegno per 7 giornate lavorative)

Gli operai devono dare un preavviso di almeno 6 giorni  15 giorni consecutivi per gli impiegati;

8 giorni consecutivi per gli operai

Quando viene riconosciuto: in occasione del matrimonio o dell’unione civile.

7. Permessi per donatori di sangue

Riferimento normativo: Legge 584/1967, emendata dalla Legge 107/1990

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte dell'INPS Idonea certificazione No vincoli

Quando vengono riconosciuti: in caso di donazione di sangue (prelievo di almeno 250 grammi) in un centro di raccolta, centro trasfusionale, o in un centro di produzione di emoderivati, in ogni caso regolarmente autorizzato dal Ministero della Sanità.

8. Congedo per disabilità e per assistenza del disabile

Riferimento normativo: Legge 104/1992

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte dell'INPS Presenza di lavoratori con handicap in situazione di gravità accertata; presenza di familiari in età avanzata in situazione di gravità accertata; presenza di familiari in condizione di grave disabilità 3 giorni al mese, frazionabili in 2 ore di permesso giornaliero se l'orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore ovvero 1 ora di permesso se è inferiore a 6 ore

Quando viene riconosciuto: in caso di lavoratori dipendenti che devono  seguire i propri familiari in età avanzata o in condizione di disabilità.

9. Congedo straordinario di 2 anni non retribuito

Riferimento normativo: Legge 53/2000

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
No Presenza di un soggetto con disabilità grave 2 anni

Quando viene riconosciuto: per gravi e documentati motivi familiari, fra i quali le patologie individuate dalla legge.

10. Congedo straordinario di 2 anni retribuito

Riferimento normativo: D.lgs. 151/2001; Legge 104/1992

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte dell'INPS Presenza di un soggetto con disabilità grave. Convivenza con il portatore di handicap e il rispetto dell'ordine di priorità previsto dalle norme 2 anni

Quando viene riconosciuto: in caso di coniuge convivente di soggetto con disabilità in situazione di gravità. In mancanza viene riconosciuto al padre o alla madre anche adottivi. In assenza, al figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità. Se non presente, al fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità. In mancanza, al parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità.

11. Aspettativa per le funzioni pubbliche elettive

Riferimento normativo: Costituzione, art. 51, co. 3

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
No Elezione a membro di Parlamento nazionale, europeo o delle assemblee regionali. Candidati al Parlamento europeo Durata del mandato

Quando viene riconosciuta: per i membri del Parlamento nazionale, europeo o delle assemblee regionali e ai candidati al Parlamento europeo.

12. Permessi "allattamento" (indennità per riposi giornalieri per padri e madri dipendenti)

Riferimento normativo: D.lgs. 151/2001, art. 39

Retribuito Vincoli per la richiesta Durata massima
Sì, da parte dell'INPS La madre o il padre devono avere un valido rapporto di lavoro in corso e il minore deve essere vivente 2 ore al giorno di riposo, se l'orario di lavoro è di almeno 6 ore giornaliere, e a 1 ora, se l'orario è inferiore a 6 ore

Quando vengono riconosciuti: fino al primo anno di vita del bambino o entro un anno dall'ingresso in famiglia del minore adottato o in affidamento.

Quadro sinottico dei licenziamenti

Sommario: 1. Licenziamenti ANTE 07/03/2015 art. 18, (post Legge Fornero 92/2012) 2. Licenziamenti POST 07/03/2015, tutela di cui al D.lgs. 23/2015


Licenziamenti ANTE 07/03/2015, art. 18 (post Legge Fornero 92/2012)

Tutela reintegratoria piena (o tutela reale piena): licenziamento discriminatorio; nullo; orale; motivo illecito; in concomitanza di matrimonio; violazione dei divieti di maternità.

Effetto Reintegrazione e risarcimento del danno
Mensilità Minimo 5
Dimensioni non rilevanti

Tutela reintegratoria attenuata (o tutela reale attenuata): insussistenza del fatto contestato; sanzione conservativa CCNL; G.M.O. manifestamente insussistente; violazione obbligo di repêchage; violazione del periodo di comporto.

Effetto Reintegrazione e indennità risarcitoria
Mensilità Massimo 12
Dimensioni > 15

Tutela risarcitoria forte (o indennitaria forte): licenziamento ingiustificato diverso dai primi 3 commi art 18 (1,2); vizi di procedura nei licenziamenti collettivi; sproporzione tra sanzione e inadempimento.

Effetto Indennità risarcitoria omnicomprensiva
Mensilità da 12 a 24
Dimensioni > 15

Tutela risarcitoria attenuata (indennitaria attenuata): licenziamento inefficace per vizi formali e procedurali.

Effetto Risarcimento danno
Mensilità da 6 a 12
Dimensioni > 15

Tutela obbligatoria: tutela riconosciuta per i licenziamenti ingiustificati.

Effetto Risarcimento oppure riassunzione (3 gg.)
Mensilità da 2,5 a 6 mensilità
Dimensioni < 15

Licenziamenti POST 07/03/2015, tutela di cui al D.lgs. 23/2015

Tutela reintegratoria piena (o tutela reale piena): licenziamento discriminatorio; nullo; orale; disabilità fisica insussistente; violazione del periodo di comporto.

Effetto Reintegrazione e risarcimento del danno
Mensilità Minimo 5
Dimensioni non rilevanti

Tutela reintegratoria attenuata (o tutela reale attenuata): insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore.

Effetto Reintegrazione e indennità risarcitoria
Mensilità Massimo 12
Dimensioni > 15

Tutela risarcitoria forte (o indennitaria forte): licenziamento ingiustificato diverso dai primi 3 commi art 18 (1,2); vizi di procedura nei licenziamenti collettivi; sproporzione tra sanzione e inadempimento.

Effetto Indennità risarcitoria omnicomprensiva
Mensilità da 6 a 36
Dimensioni > 15

Tutela risarcitoria attenuata (indennitaria attenuata): licenziamento inefficace per vizi formali e procedurali.

Effetto Risarcimento danno
Mensilità da 2 a 12
Dimensioni > 15

Tutela obbligatoria: tutela riconosciuta per i licenziamenti ingiustificati (es: violazione obbligo di motivazione).

Effetto Risarcimento oppure riassunzione (3 gg.)
Mensilità Massimo 6
Dimensioni < 15

 

Pronunce di dicembre 2024 Cassazione Sez. Lavoro

Ord. n. 30788 - 02/12/2024  I.N.P.S.

L'Istituto previdenziale può recuperare gli sgravi concessi, nonostante la regolarità del DURC.

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Ord. n. 31312 - 06/12/2024  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del dipendente di banca che occulta 1.580,00 euro.

 

Ord. n. 31579 - 09/12/2024  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del dipendente ATM, il quale vendeva biglietti di viaggio senza però contabilizzarli.

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Ord. n. 31712 - 10/12/2024  Prestazione lavorativa

Il lavoratore che presta lavoro la domenica a causa della maggiore penosità dell’attività lavorativa ha diritto a dei benefici, anche non economici.

 

Ord. n. 31866 - 11/12/2024  Licenziamento

Legittimo il licenziamento del lavoratore che ha ricevuto una sentenza di condanna penale per abusi sessuali.

 

Ord. n. 33074 - 18/12/2024  Licenziamento

Il semplice commento negativo da parte del lavoratore sulla propria azienda non legittima il licenziamento.

 

Ord. n. 33310 - 19/12/2024  Licenziamento

Bere alcool durante l'orario di lavoro non legittima il licenziamento del lavoratore.

 

Ord. n. 33531 - 20/12/2024  Licenziamento

Illegittimo il licenziamento del lavoratore che non collabora nell'impresa. Lavoratore pertanto reintegrato e risarcito.

 


 

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Nuove regole contro i furbetti della Naspi

Sommario: 1. Nuove regole per contrastare i furbetti della NASpI 2. Il problema della decorrenza 3. Verso un sistema più equo

1. Nuove regole contro i furbetti della Naspi

Il Collegato lavoro introduce misure incisive per arginare i comportamenti opportunistici di alcuni lavoratori che, attraverso assenze ingiustificate prolungate, tentano di ottenere l’indennità di disoccupazione. Questa pratica sfrutta il licenziamento come strumento per accedere alla NASpI, creando disagi non indifferenti alle aziende. Con le nuove disposizioni, invece, un’assenza ingiustificata superiore a 15 giorni sarà equiparata alle dimissioni volontarie. Ciò comporterà la perdita del diritto all’indennità per il lavoratore e svincolerà le aziende dal pagamento del cd. ticket licenziamento. Un aspetto di primario interesse riguarda i termini fissati per l’assenza ingiustificata. Mentre la norma stabilisce il limite generale di 15 giorni, i contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) possono prevedere tempistiche diverse, sia più strette che più ampie, in base alle specificità del settore o della mansione.

2. Il problema della decorrenza

Un altro aspetto di primaria rilevanza riguarda la decorrenza del calcolo dei 15 giorni, poiché la norma non specifica se debbano essere considerati giorni lavorativi o di calendario. Questa distinzione è significativa, soprattutto in contesti con settimane lavorative ridotte o turni intermittenti, dove il metodo di conteggio potrebbe avere un impatto rilevante sull'applicazione della regola. Inoltre, resta da chiarire se il periodo decorra dal primo giorno di assenza, dalla constatazione formale della stessa o dall’eventuale invio di una diffida da parte del datore di lavoro. 

3. Verso un sistema più equo

Le nuove norme segnano un importante passo avanti nella lotta agli abusi. Prevenire gli usi indebiti della NASpI significa salvaguardare le risorse pubbliche e promuovere un utilizzo responsabile degli strumenti di sostegno al reddito. Inoltre, queste misure mirano a consolidare la fiducia nel sistema di protezione sociale, proteggendolo dai comportamenti opportunistici di pochi e garantendo che i benefici vadano a chi ne ha davvero bisogno.